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SAN NICOLA 2012. E POI….


Nella ricorrenza del Santo Patrono ci si ritrova a celebrare una festività tradizionale che immette nell’imminente clima natalizio; addirittura il venerato San Nicola di Bari viene identificato con un Babbo Natale ante litteram. Al di là di queste associazioni, sia nordiche o neo consumistiche, per la nostra comunità è un segnale di identità, con gli annessi falò, che raccoglie ed unisce a vario titolo tutte le componenti sociali: i fanciulli che non vanno a scuola, i lavoratori (almeno quelli che possono) che osservano una festività da calendario, gli anziani che si trovano attorno alla banda che dà il tocco di festa, i fedeli che partecipano ai riti e alle celebrazioni, processione compresa. Per evitare, che però, la festa rischi di passare inutilmente giova fare qualche pensiero un poco più profondo, che vada oltre le luci dei fuochi, della banda o dell’inevitabile ed indissolubile momento di leggerezza tipico di qualsiasi festeggiamento. La domanda a cui occorre darsi risposta è di come la figura di questo Santo si innesta a tutt’oggi nella nostra realtà, di quale ruolo di testimonianza deve rivestirsi il nostro Santo Patrono e quale impegno ci consegna; questi temi sono stati esposti in una omelia di Padre Gaetano Del Percio, che prendendo spunto e sfrondando i racconti stupefacenti e fantastici della Leggenda Aurea ha focalizzato impegno del Santo nel sovvenire alle necessità degli uomini posti nella sua cura. Allora per ritornare all’identità della comunità, che si ritrova intorno a dei segni, o figure di santi, è l’impegno verso gli uomini, le loro miserie da vincere, i loro bisogni primari da soddisfare che emerge come messaggio di San Nicola per noi che oggi e ogni anno onoriamo la sua festa. E mai come in una situazione di crisi a tutti i livelli, Dio solo sa, di come queste cose siano necessarie.






Momenti e partecipanti vari.

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