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“LA CASTELLANA” FA 50 ANNI



Appuntamento fisso di mezza estate, da mezzo secolo, si è rinnovato anche questo 14 agosto 2013: è il pellegrinaggio a piedi fino a Montevergine, voluto e organizzato dalla signora Michelina Percio; oramai è una tradizione consolidata e quest’anno proprio in virtù della ricorrenza ci sono stati alcuni cambiamenti che meglio hanno sottolineato il raggiungimento di questa ragguardevole durata. Nel tardo pomeriggio, l’icona portata sul capo da diversi fedeli ha cominciato il giro per le strade del paese, accompagnata da una schiera sempre più numerosa di persone e da una banda (piccola) che preannunciava il passaggio. Terminato il giro c’è stata la sosta in sul sagrato della chiesa in piazza; attorno alle 20,30 con la benedizione del sacerdote, p. Emmanuel e una batteria di fuochi pirotecnici è cominciato il pellegrinaggio vero e proprio, così un grande concorso di popolo ha preso la strada per uscire dal paese e dirigersi verso la santa montagna. Altro saluto con fuochi pirotecnici in contrada San Maurizio e Tavernole e poi i più volenterosi, tra cui tantissimi giovani, si sono incamminati per raggiungere alle prime luci dell’alba il santuario. Queste sono le note di cronaca; qualche considerazione a margine va fatta per inquadrare meglio l’evento. Un plauso all’instancabile promotrice di questa manifestazione di pietà popolare: la signora Michelina che con il raggiungimento di questo traguardo di 50 anni di pellegrinaggi, può a ben titolo inserirsi nel tessuto e nella memoria del popolo volturarese e cui auguriamo altri 50 e 50 anni ancora di pellegrinaggi. Dopo i dovuti ringraziamenti, colleghiamo questo evento, il pellegrinaggio al monte di notte, alla fede e alla credenza del popolo di Dio. “In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda”. (Lc 1:39) così inizia la pericope evangelica della celebrazione eucaristica e questo fanno anche pellegrini, che accompagnano l’icona al santuario; “La donna invece fuggì nel deserto” (Ap 12:6), in questo caso è la notte a simboleggiare questo luogo in cui ritirarsi per meditare e difendersi dalle insidie del mondo e del suo principe; “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole” (Ap 12:1) è quello che i pellegrini troveranno, al termine della loro fatica, quando scalata la montagna si troveranno al cospetto del santuario che sarà illuminato dal sole che sta sorgendo. Unendo allora alla fatica del pellegrinaggio nella notte, con la salita la monte i significati biblici su cui su esso si fonda non sarà stata solo una passeggiata, ma una vera esperienza di fede.