Tutto ciò che riguarda il quadro nel link http://www.irpinianews.it/DaiComuni/news/?news=19596 comprese le perizie calligrafiche, i confronti, gli esami strumentali e tutto quel che al momento si conosce del carboncino ritrovato a Volturara.
Per le altre notizie di cronaca su Volturara cliccate sul link News Volturara.
Volturara Irpina - Notiziario, notizie, curiosità,news e avvenimenti - 3.401 abitanti (Volturaresi). Superficie di 32,8 chilometri quadrati per una densità abitativa di 103,68 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 697 metri sopra il livello del mare. altitudine:da 667 a 1.806 metri. Lorenzo 2000
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Escher a Volturara Irpina

Precisazioni sul quadro di M.C. Escher.
A corredo della notizia del quadro di Escher - proprietà del nostro concittadino Raffaele De Feo – riceviamo ulteriori e più approfondite informazioni che volentieri pubblichiamo in un estratto riassuntivo. L’opera artistica di che trattasi è un carboncino di cm 53x42 che ritrae il mostro di Loch Ness, quasi evocato dal mellifluo richiamo del flauto (piffero) suonato da un uomo nudo ripreso di spalle. Il quadro, che riporta sul retro la firma, la data e la registrazione apposte da M.C. Escher, ha raccolto, in tal senso, ampi consensi tra gli esperti sull’originalità e veridicità del prodotto. Casualmente rinvenuto da Raffaele nella soffitta dell’abitazione della propria madre, dimenticato tra varie cianfrusaglie ammonticchiate alla rinfusa per effetto del post – sisma del 1980, il prezioso schizzo acquista ancor più risalto nell’incredibile modalità del riconoscimento.
Regalo amichevole d’una ricca signora svizzera sul finire degli anni cinquanta, all’allora emigrante Maria Petretta, genitrice di Raffaele, esso fu per anni accantonato in un angolo come simbolo d’un gesto affettuoso ma economicamente poco considerato. Definito anzi dal papà del nostro poliziotto, come il “pupazzo” e, più volte a rischio d’essere buttato via, è stato dalla buona sorte indirizzato sul giusto percorso. La Dea fortuna, almeno per una volta, ha davvero dismesso la benda dai suoi occhi e dato una mano al buon Raffaele.
A corredo della notizia del quadro di Escher - proprietà del nostro concittadino Raffaele De Feo – riceviamo ulteriori e più approfondite informazioni che volentieri pubblichiamo in un estratto riassuntivo. L’opera artistica di che trattasi è un carboncino di cm 53x42 che ritrae il mostro di Loch Ness, quasi evocato dal mellifluo richiamo del flauto (piffero) suonato da un uomo nudo ripreso di spalle. Il quadro, che riporta sul retro la firma, la data e la registrazione apposte da M.C. Escher, ha raccolto, in tal senso, ampi consensi tra gli esperti sull’originalità e veridicità del prodotto. Casualmente rinvenuto da Raffaele nella soffitta dell’abitazione della propria madre, dimenticato tra varie cianfrusaglie ammonticchiate alla rinfusa per effetto del post – sisma del 1980, il prezioso schizzo acquista ancor più risalto nell’incredibile modalità del riconoscimento.
Regalo amichevole d’una ricca signora svizzera sul finire degli anni cinquanta, all’allora emigrante Maria Petretta, genitrice di Raffaele, esso fu per anni accantonato in un angolo come simbolo d’un gesto affettuoso ma economicamente poco considerato. Definito anzi dal papà del nostro poliziotto, come il “pupazzo” e, più volte a rischio d’essere buttato via, è stato dalla buona sorte indirizzato sul giusto percorso. La Dea fortuna, almeno per una volta, ha davvero dismesso la benda dai suoi occhi e dato una mano al buon Raffaele.
...A tal proposito giungono nel mese di Aprile 2007 conferme legalmente esperite da periti grafici che attestano, come da allegate conclusioni, le risultanze notificate al Tribunale di Roma il 04 agosto 2006.
Al momento le considerazioni che competono al dilettante poeta mi portano comunque a veleggiare sull’onda di un sogno che nasce negli higlander scozzesi e perviene nell’ubertosa valle del nostro Dragone. Fantasia e realtà si fondono insieme per dare infine respiro e consistenza alla faunistica visione d’una figura retorica, in sé racchiudente il timore per l’ignoto ed il desiderio del definitivo riscatto morale. Le note del “pifferaio magico” evocano quindi sensazioni che l’estro di Escher, da artista dell’impossibile, qui ci ripropone in tutta la carica dirompente di antiche e pur sempre nuove suggestioni che ci riportano in un mondo leggendario, ancor palpitante di umorali sentimenti ed aneliti di libertà assoluta. In conclusione, non fosse altro che per questo profondo senso di benessere donato alla nostra anima sensibile al bello, già dovremmo dire a Raffaele De Feo: grazie, amico, comunque ti vada e … buona fortuna nel futuro.
Al momento le considerazioni che competono al dilettante poeta mi portano comunque a veleggiare sull’onda di un sogno che nasce negli higlander scozzesi e perviene nell’ubertosa valle del nostro Dragone. Fantasia e realtà si fondono insieme per dare infine respiro e consistenza alla faunistica visione d’una figura retorica, in sé racchiudente il timore per l’ignoto ed il desiderio del definitivo riscatto morale. Le note del “pifferaio magico” evocano quindi sensazioni che l’estro di Escher, da artista dell’impossibile, qui ci ripropone in tutta la carica dirompente di antiche e pur sempre nuove suggestioni che ci riportano in un mondo leggendario, ancor palpitante di umorali sentimenti ed aneliti di libertà assoluta. In conclusione, non fosse altro che per questo profondo senso di benessere donato alla nostra anima sensibile al bello, già dovremmo dire a Raffaele De Feo: grazie, amico, comunque ti vada e … buona fortuna nel futuro.
Estratto dal Notiziario della Comunità di aprile 2007
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