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6 agosto 2013 - Il Santissimo Salvatore (ovvero Festività della Trasfigurazione del Signore)



Nella memoria popolare questa è la data del pellegrinaggio notturno che parte da Volturara Irpina alla volta della grotta del SS. Salvatore situata alle pendici del Terminio, a quota 1370 slm., per la festa della Trasfigurazione del Signore, che è la manifestazione in gloria del Signore, il . Salvatore e da qui questa salita nella notte fino all’antro carsico adibito a cappella.
E anche quest’anno 26 persone, di varia età, hanno intrapreso questa camminata dalle tre e trenta di notte, per giungere dopo tre ore al luogo di culto, dove è stata celebrata una messa alle ore sette; nell’omelia il sacerdote ha raffrontato l’episodio evangelico (Lc 9, 28-36) con il parallelismo del monte della gloria il Tabor, quello della trasfigurazione, con il monte Golgota, quello della crocefissione e di come tutti e due i momenti sono un tutt’uno nella vita di Gesù, come della nostra. La tranquillità del monte, con il suo silenzio nella preghiera si lega inevitabilmente alla quotidianità delle difficoltà della vita, con i suoi problemi, preoccupazioni, difficoltà, miserie umane: è dal monte a cui si arriva nel mattino, dopo una notte di cammino che si riparte per reimmergersi nella realtà di ognuno, facendosi forti appunto di questo momento che rinfranca. Al termine la benedizione eucaristica e poi il ritorno a ripercorrere gli stessi passi e godere anche di uno spettacolo naturale impagabile.
Quest’anno ospiti una famiglia di Pontecagnano, che ha condiviso insieme a tanti veterani del pellegrinaggio, il faticoso percorso, reso particolarmente vivace dalla presenza di un folto gruppo di ragazzi; il ringraziamento va agli ospiti per dovere e alle giovani leve: saranno loro che dovranno tenere viva questa memoria della tradizione volturarese. 


 sosta ristoratrice
 la guida
 il dente del diavolo
 la chiesa nella grotta
 il canto di saluto
 fedeli sulla scala santa

 la benedizione eucaristica
 foto di gruppo
 area di sosta al ritorno
Altre foto saranno pubblicate sulla pagina di Facebook dedicata all'evento e sul blog Faugnoavolturara.

LA FESTA (OVVERO SANT’ANTONIO 2013)



È l’appuntamento topico di ogni fine luglio, ab immemorabili, e anche quest’anno puntuale, sottolineata anche da un caldo estivo finalmente giunto, è arrivata LA FESTA. Basta solo dire “la festa” e ci si intende che ci si vuole riferire a tutto il complesso di festeggiamenti in onore di Sant’Antonio di Padova; si dice “la festa” e intendiamo dei giorni inconsueti per un tranquillo paesino di montagna come il nostro. Per i giorni immediatamente precedenti e seguenti le giornate strettamente festive sembra che la sonnolente estate divenga una frenetica località turistica multilingue, con volti alcuni familiari e altri nuovi che si incrociano per le vie, nei locali, nella spesa: davvero insolito rispetto ai normali nostri ritmi. Forse occorrono delle giornate come queste per scuotere la monotonia di un borgo di montagna, che come tutti i suoi omologhi dell’Appennino Meridionale, si avvia ad un lento ed inesorabile spegnimento; in giornate come queste sembra che invece questo trend si possa invertire e tornare la ridente località che è nella memoria di tutti. E quando diciamo “la festa” intendiamo anche memoria, infatti non è solo turismo questo coacervo di facce e lingue, ma non è nemmeno la sola retorica, o almeno no lo è più, dell’emigrante che ritorna nei suoi luoghi. Di sicuro è un ritorno ai propri affetti, e anche solo per questo l’occasione della “festa” è benemerita, come è benemerito lo sforzo di chi la organizza e contribuisce alla sua realizzazione, ma è anche memoria delle radici delle seconde, terze, quarte generazioni di italiani all’estero; è sempre più frequente incrociare nuovi “turisti”, che intravediamo per la prima volta. Perciò quando si dice “la festa” si tocca un carattere dell’identità popolare del paese: è un momento, forse il solo, che unisce davvero tutti, anche per le motivazioni indicate; è un momento di memoria collettiva che raggiunge il punto più alto nella processione della domenica. Nelle oltre due ore in cui si attraversa in lungo e in largo, in basso ed in alto tutto il paese si  incontra tutta la moltitudine delle persone che coglie questa occasione per essere a Volturara. Si dice “festa” per dire tutto questo ma anche di più, e allora con qualche foto si cerca di fissare qualche momento di questa festa 2013, che insieme agli altri finirà nella memoria di ognuno, nel suo personale album di ricordi e sensazioni. Dire “festa”, come ha ricordato padre Gaetano Del Percio, OSST, nel suo sermone finale è anche fare i conti con il tempo che è passato da un anno all’altro, con il suo carico di gioie e dolori, di cose buone e lutti che si sono susseguiti e di come questo giorno lieto per la maggior parte delle persone ha per qualche altro un risvolto amaro o sicuramente meno allegro; di tutto questo si ha una viva percezione appunto nell’accompagnare il Santo anche da chi per tanti motivi non è presente o partecipe in prima persona.
Poi con gli ultimi fuochi di artificio anche per questo anno “la festa” finisce e c’è un anno davanti per aspettare la prossima.











PELLEGRINI E TURISTI PER UN GIORNO

Roma è sempre Roma. E anche se il clou della giornata era l'udienza generale, c'è sempre la possibilità di ammirare qualcosina; anche con la stanchezza e un caldo implacabile alcuni scorci sono sempre da cartolina.

 Il "passetto"
 La Mole Adriana
 Ponte Sant'Angelo
Via della Conciliazione con la Basilica di San Pietro sullo sfondo

19 giugno 2013. Sulla tomba di Pietro.



L’occasione era di quelle da non poterci rinunciare, anche in concomitanza dell’Anno della Fede e che si è unita idealmente all’evento del 12 maggio, segnando la vera conclusione delle attività per questo anno sociale de “I ragazzi della domenica”. E allora, con i tre pullman organizzati dalla parrocchia, anche questo gruppo di giovani animatori catechistici si è messo in viaggio per assistere all’udienza generale di Papa Francesco, tenutasi in Piazza San Pietro, sotto una canicola implacabile, ma che lo stesso non ha impedito a diverse decine di migliaia di persone, provenienti dalle più svariate località, di ascoltare la catechesi del Papa svolta sul passo della Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi 12,12.
Il tema era quello dell’unità nella fede in Cristo, che si è mostrato ancora nella sua più alta autenticità, quando dopo l’udienza pubblica, c’è stata la visita all’interno della Basilica, con la recita della Professione di Fede all’Altare della Confessione. Poi il ritorno, dopo una giornata davvero faticosa, per il viaggio, il clima, le file, ma ancora più contenti per un anno svolto seguendo il filo rosso dei “365 giorni con Gesù”. Beh, niente male, se poi si pensa che non erano passati nemmeno tre giorni da un altro evento fondamentale, che pure ha visto partecipi questi laboriosi ragazzi, evento sempre finalizzato alla chiusura di un percorso di lavoro cominciato nel settembre scorso. Forti di queste due iniezioni di fiducia e motivazioni “I ragazzi della domenica” si danno già appuntamento per settembre prossimo per allestire un altro percorso, destinato ai bambini, ma che anche per loro è una fonte di crescita, formazione e arricchimento. Bravi e continuate così!




 




16 GIUGNO - LA FESTA DELLE FAMIGLIE

Ogni promessa è debito. Il post del 12 maggio anticipava nuovi aggiornamenti sulle attività dei "I ragazzi della domenica", e così è stato, con una giornata trascorsa insieme alle famiglie (non tutte, per la verità) dei bambini che hanno partecipato alle attività domenicali; di seguito solo una piccola fotocronaca e un breve resoconto. Tutto il reportage è visualizzabile per gli utenti di Facebook, alla pagina del gruppo "il catechismo della domenica"; foto di Angela Sabatelli.