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BUON NATALE

Gerrit Van Honthorst, detto Gherardo Delle Notti (1590-1656), Adorazione del Bambino (1620) – Galleria degli Uffizi, Firenze.

I curatori del blog augurano a tutti i visitatori serene feste.
Per non sprecare parole, un'ottima riflessione sul senso del Natale la si trova nell'omelia del Papa, che si può rivedere cliccando sul link

http://video.corriere.it/natale-siamo-popolo-cammino-luci-tenebre/2576d8ec-6ce8-11e3-90a0-d4e6580ce920

WORK IN PROGRESS





I preparativi per il presepe vivente fervono: nemmeno un gelido vento di tramontana raffredda l'entusiasmo delle organizzatrici e dei collaboratori, che stoicamente lavorano agli allestimenti e scenografie.

L'albero in piazza

L' amministrazione ha augurato un Buon Natale e Felice Anno Nuovo alla comunità, con l'allestimento di questo albero di Natale in piazza Roma.

Presepe in campagna








Si trova nella cappella della Madonna di Montevergine, ed è stato realizzato con radici e muschio.


Presepe 2010









Nel presepe di quest'anno costruito in sette serate, abbiamo voluto racchiudere alcune semplici idee, la cui spiegazione la diamo di seguito.
Nelle foto: I fedeli alla fine della celebrazione rendono omaggio al Re dei re.
P. Emmanuel durante la celebrazione della messa di mezzanotte, incensa il bambino appena posto nel presepio.
I Magi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre in cammino verso la grotta.
L'annuncio dell'arcangelo Gabriele ai pastori.
Nel presepio quest'anno siamo riusciti anche a rappresentare il cielo stellato del nostro emisfero, con la via lattea, ed una cometa che lo attraversa, al di sopra dei Magi, visibile solo visitando il presepe in chiesa la sera.


Le fonti storiche del presepe sono i Vangeli di Matteo e Luca: sono raccontata la nascita di Gesù, l'annuncio ai pastori e l'arrivo dei Re Magi. I Vangeli apocrifi arricchirono di particolari la narrazione della Natività ed infine Origene, nel III secolo, aggiunse la presenza del bue e dell'asinello all'interno della stalla. Questi sono i primi scenari che si hanno della Natività e dell'Epifania.
Secondo la tradizione fu San Francesco ad ideare il presepe. Lo stesso, la vigilia di Natale del la 1223. allestì presso Greggio una rappresentazione della scena originale di Betlemme, completa di una famiglia di contadini che deponevano il bambino nel fieno della mangiatoia, circondati da un bue e un asino veri, e da pastori. Ancora oggi in questo paesino per tutto l'anno c'è una mostra di presepi famosissima. La versione più attendibile è invece quella che vede il presepe come il risultato di connubio tra tradizioni, costumi e rappresentazioni sacre all'interno dei luoghi di culto.
Storicamente fu Papa Onorio IV nel 1283 a commissionare la realizzazione del primo presepe: il realizzatore fu Arnolfo di Cambio. Di q uesta splendida opera rimangono oggi solo cinque statuette. Fu però il XVIII secolo ad essere il periodo in cui il presepe ebbe un ruolo fondamentale: Napoli in quel periodo era capitale del Regno Unito e centro di cultura, arte, filosofia, economia. Nonostante l'illuminismo dilagante, a Napoli emerse l'arte del Presepe: la sua rappresentazione si è però molto laicizzata e vede la presenza di personaggi estranei alla scena sacra.

I simboli rappresentati nel presepio

E' la mangiatoia che da il nome al presepe: la sua stessa forma costituisce un messaggio, che presenta due sottolineature. La prima e la più antica, è la profezia della passione, con l'allusione alla morte, e dà luogo a mangiatoie che sono esplicitamente sepolcri o altari; la seconda, cui introducono le figure dell'asino e del bue, è la profezia che tutti gli uomini in Gesù troveranno il cibo della vera vita, il pane del cielo. Per altro la paglia stessa, alludendo al grano, è segno eucaristico.
In questo presepe sono stati inseriti anche altri simboli.
Lo sfondo desertico; rappresenta l’aridità del cuore dell’uomo, con la sua indifferenza; il ponte: l’unione tra il cielo e la terra nella salvezza portata dal Bambino; l’acqua, fonte di vita e segno sacramentale: che ridona colore e vita al deserto e fa rinascere come nuove creature.

Sono stati utilizzati, per la costruzione 75 Kg. di scagliola, oltre trenta sacchi di iuta, colori acrilici, più di cento fogli di carta da 1 metro, 250 metri di cavi elettrici, 8 faretti per creare il mattino, giorno, tramonto e notte, una miriade di altri materiali e un centinaio di pastori. Le dimensioni sono 4 metri di larghezza, 7 metri di profondità, 2,5 di altezza.

Si ringraziano per l’allestimento Raffaele Augusto Colucci e suo padre Lorenzo, con la collaborazione di Egisto Monaco, Leonardo Di Feo, Emma Manganaro, Antonio Pisacreta, Lorenzo Del Percio, Gianluca Meo e la pazienza e gli insegnamenti di Ferdinando Petito.

Buon Natale

Auguri scomodi


Faccio a tutti gli auguri di un felice Natale 2010 con le parole condivise di Agnese Ginocchio, scritte l'anno scorso, ma sempre valide.

Ringrazio tutti voi per gli infiniti pacchi regalo ricevuti su Facebook(troppi!!!) che mi avete inviato e le frasi di Auguri che mi avete dedicato e li ricambio con questo mio ‘Augurio 2009 per un “Natale scomodo…”. Ricordiamoci che la Santa Famiglia era clandestina, immigrata in un paese straniero. Non fu accolta nelle case dei ricchi, ma fu costretta a rifugiarsi in un tugurio, dove ad assistere la Madre partoriente furono persone umili e semplici. Quel tugurio abbandonato non era riscaldato, solo due bestiole (ricordiamoci perciò anche degli animali, non maltrattiamoli e non li abbandoniamo per strada) riuscirono a offrire con il loro corpo un pò di tepore in quella gelida notte…Notte santa, notte di Luce, notte di Speranza, notte di Pace..che se gli uomini avessero compreso il reale significato di quel ‘messaggio disarmante ‘ diffuso dagli Angeli (“Gloria nei cieli e Pace in terra agli Uomini e alle donne di buona volontà..”), oggi non staremmo su questa terra a fare guerre e conflitti, a innalzare muri di odio fra noi, a scandalizzare con la politica di potere, ma vivremmo realmente in Pace…Pace..Pace! Diamo un calcio all’indifferenza e al consumismo, all’apparenza, alla carriera e a quant’altro può distrarci dal reale Messaggio che passa dalla Festa del Natale e rientriamo in noi stessi! Miei cari, la vita é vera quando acquista senso, significato, colore, essenzialità, sobrietà, impegno e compassione! La vita é vera quando l’uomo sa acquistare discernimento, saggezza, equilibrio e capacità di allargare lo sguardo oltre i propri paraocchi…Si troverà di fronte un’ orizzonte che prima non riusciva a scorgere. La vita é vera quando sa essere solidale, condivisa: portare l’uno il peso dell’altro, condividere perciò le gioie ed i dolori dell’ umanità.. Quante volte invece lasciamo i nostri fratelli soli, abbandonati al proprio destino..Quante volte facciamo finta di non vederli, di non udire il loro grido di aiuto? Quante volte non scorgiamo il loro dolore? Il loro dolore, é anche il nostro. Siamo una sola Umanità! Dove sono i nostri interessi?!?! “Ero forestiero e non mi avete ospitato…Ero lì nel tuo prossimo, nel tuo fratello più misero e non mi hai riconosciuto….” . Dove sono i nostri orizzonti dunque? Ricordiamoci che la Santa Famiglia era clandestina, immigrata, povera, precaria senza lavoro, rifugiata in un paese straniero. Perciò ogni volta che vedremo anche noi un clandestino, un immigrato, un rifugiato, uno straniero, un precario disoccupato, un uomo senza lavoro, non trattiamolo male, non cacciamolo via, perché in questi nostri FRATELLI vi é l’immagine della Santa Famiglia, quindi l’immagine di Dio! Dio é venuto nel mondo attraverso le condizioni di un clandestino…di un non fu accolto…Oggi continua a non essere accolto nei nostri fratelli ‘ultimi’, nei senza voce, nei senza volto, nei precari, nei nostri fratelli poveri, schiavi e oppressi da questo sistema di morte che ammazza e schiaccia sogni e speranze dell’umanità! Sono loro il volto di Dio, sono loro la nostra Umanità! Sono sempre loro la nostra Speranza, il nostro Futuro! Quanto tempo perso per cose futili, superficiali… E contemporaneamente accanto a noi si consumano le più grosse tragedie , le violezioni dei diritti umani e le disfatte degli ‘ultimi’. In un tempo di rassegnazione, di passività, di indifferenza e di menefreghismo non lasciamo che si spenga quella Luce della Speranza che scese dal Cielo per unire lontani e vicini, non lasciamo che al bene prevarichi la forza del male conseguenza del nostro disimpegno e dell’ alterigia. Che sia dunque un Natale scomodo, sia un’ occasione e un0opportunità per rifletere seriamente sull’andazio della nostra vita, che sia un Natale che ci faccia sentire la santa irrequietudine, che ci metta sempre più in discussione, che ci conduca in quell’atteggiamento di ascolto e ci induca infine a quell’ interrogativo decisivo ed urgente: Ma io cosa faccio per la Pace (cambiamento di rotta)? Auguri scomodi per un Natale vero di Pace, di Liberazione e di Solidarietà senza confini e senza barriere; un Natale di tutti i colori perché siamo tutti figli e fratelli di un mondo e di un Dio che nasce e che viene al mondo per un gesto incommensurabile d’ Amore e di compassione per l’ umanità…Shalom!
Da “Agnese Ginocchio“, cantautrice e Testimonial per la Pace (Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato -III MIllennio)

Il presepio

Natale(Presepio in Costruzione)
di Ferdinando Russo

Ma che fai? Addò miette stu craparo?
Chillo te leva tutt' 'a visuale!
...S'ha da mettere accanto all'animale!
E leva 'a lloco chi sto zampugnaro!
E addò se schiaffa? Ma, cretino caro,
che d'è,presepio, o fosse funerale?!
Comme! Uno appriesso all'ato! '0 castagnaro,
'0 scartellato, '0 turco e '0 speziale?
Distribuisci! Fanne una scenetta!
Nu gruppetto c'almeno fa figura!
Che significa, llà, chella carretta?
E chella pacchianella dint' '0 sciallo!
Chella! Chella che porta 'a criatura!
...M' 'a piazze sott' 'a coda d' '0 cavallo!
Ma c'aggia fa'! Me state mbriacanno
in tal modo, ca perdo' e ccerevella!
Zi Pascalino ha da fa' che sto ogn'anno!
E vattenne, ca si' na muzzarella
Stai da tre giorni in casa, revutanno
e nun me sal nculla na casarella!
Comme! Tu vide ca te sto ajutanno,
e fai l'atto 'e superbia e l'angarella!
L'aseniello addo sta?..
Ma che.ne saccio!
Le stanne danno na mana'e vernice
...E San Giuseppe? Le manca nu vraccio?!
E'o voie? È senza corne? E comme va?
Tu nun me siente?Bestia! Che nne dice?
'E ccorne?..Addimandatelo a papà...

Auguri scomodi

di Tonino Bello

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

I magi nel presepe della grotta del dragone

L'immagine si riferisce al grande presepio allestito nella grotta che sovrasta la Bocca del Dragone.

Buon Natale


Buon Natale a tutti i volturaresi nel mondo, con questa immagine del grandioso presepe organizzato dai giovani della Parrocchia San Leonardo Abate di Baselice, un allestimento curatissimo nei particolari degli interni con manufatti ed attrezzi veri della nostra cultura (compreso del vero pane, del formaggio che stagiona etc).
Nei post successivi anche il presepe realizzato nella grotta del Dragone a Volturara.